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Antiparassitari naturali per cani: funzionano davvero?

Antiparassitari naturali per cani: funzionano davvero?

Quali sono gli antiparassitari naturali per cani e come agiscono rispetto a quelli chimici? Quali sono pro e contro per l’animale in entrambi in casi?

La protezione antiparassitaria per cani e gatti è necessaria per tenere lontani ospiti indesiderati, parassiti come pulci, zecche e flebotomi (pappataci), un fastidio che causa prurito e irritazione, nonché pericolosi vettori di malattie gravi / mortali, che possono colpire gli animali e, in alcuni casi, anche l’uomo.

Per proteggere l’animale dagli attacchi dei parassiti, ci sono gli antiparassitari chimici di sintesi e le soluzioni di origine naturale. Quale dei due usare? Quale soluzione è la migliore?

Gli antiparassitari chimici di sintesi offrono una maggiore efficacia e durata d’azione più lunga per una protezione completa e affidabile, ma il loro utilizzo non è privo di rischi per la salute dell’animale (come ogni farmaco in commercio, ma sottolineiamo il rischio in questione è molto basso), per l’uomo e per l’ambiente.

I prodotti naturali, d’altra parte, sono una buona alternativa ecologica, a bassa tossicità, ideale da integrare come ausilio dove il rischio parassitario è più basso. Ma è pur vero che non possono rappresentare l’unica forma di difesa contro parassiti e le malattie che trasmettono.

L’ultima parola spetta al veterinario, che valuterà se integrare il miglior antiparassitario naturale per cani alla soluzione chimica, tenendo conto di variabili fondamentali: età, peso, stato di salute, stile di vita dell’animale e, non meno importante, l’area geografica di residenza con i suoi rischi specifici.

Quale funzioni hanno gli antiparassitari per animali?

Gli antiparassitari agiscono attraverso una protezione efficace in quattro modalità:

  • uccidere il parassita;
  • impedirgli di salire sull’animale (azione repellente);
  • impedirgli di attaccarsi e succhiare il sangue;
  • interferire con il suo ciclo riproduttivo.

Gli antiparassitari naturali per i cani

La sensibilità verso le tematiche ambientali e la preoccupazione per gli effetti collaterali degli antiparassitari di sintesi hanno portato allo sviluppo dell’antiparassitario naturale per cani.

Questi prodotti si basano su principi attivi derivati da piante, oli essenziali e minerali, e offrono un approccio rivolto alla repellenza del parassita, più che alla sua uccisione.

Quali sono gli antiparassitari naturali per cani che creano repellenza fisica e olfattiva?

Tra gli antiparassitari che creano repellenza fisica e olfattiva ci sono gli oli essenziali e i fitoestratti (Olio di Neem, Citronella, Geranio, ecc.). Le sostanze volatili che li compongono risultano sgradevoli per il sistema sensoriale dei parassiti, allontanandoli dall’animale / bersaglio.

L’Olio di Neem è un antiparassitario naturale per cane tra i più studiati e apprezzati perché agisce solo sull’effetto repellente e ha anche dimostrato proprietà come l’inibizione dell’appetito e la capacità di interferire con il ciclo riproduttivo dei parassiti. Tra i naturali, è quello più conosciuto e più efficace.

Anche la soluzione aceto di mele e limone, attraverso il suo odore forte e l’acidità caratteristica, agisce come repellente naturale. L’applicazione di soluzioni a base di aceto o limone sul manto dell’animale è un antipulci naturale per cani.

Terra di Diatomee: una polvere finissima composta da micro-scheletri fossilizzati di alghe unicellulari (diatomee), le cui particelle, abrasive e taglienti, aderiscono al corpo degli insetti, danneggiando il loro strato protettivo esterno (cuticola) e causandone la morte per disidratazione. Questa soluzione può agire come un antizecche naturale per cani.

Pro e contro degli antiparassitari naturali per il cane

Tra i pro, la bassa tossicità che rende questi prodotti sicuri e ben tollerati, anche perché non vengono assorbiti a livello sistemico. L’impatto ambientale è minimo. Sono prodotti biodegradabili, che non lasciano residui nocivi nell’ambiente.

Sono adatti per un uso su animali fragili: cuccioli, animali anziani o con patologie pregresse, dove i chimici potrebbero essere sconsigliati. Non richiedono particolari precauzioni per le persone, ad eccezione di possibili allergie individuali.

Tra i contro,

  • l’efficacia limitata e variabile: principalmente repellenti, non garantiscono l’eliminazione dei parassiti;
  • caratterizzati dalla breve durata: richiedono applicazioni costanti, meticolose e frequenti;
  • non risolvono infestazioni esistenti, sono inefficaci se l’animale è già infestato.

Cosa dice la scienza sugli antiparassitari naturale per cani?

Da premettere che la maggior parte degli studi sulla loro efficacia è condotta in vitro (in laboratorio), in condizioni controllate che non rispecchiano la complessità dell’ambiente reale e l’interazione con l’animale. La scienza ci aiuta a capire meglio il quadro già delineato dei pro/contro degli antiparassitari naturali.

Alta biodegradabilità: vantaggio e limite

La loro caratteristica principale, l’alta biodegradabilità, diventa anche il loro più grande limite perché la luce e il calore li degradano rapidamente, comportando una breve durata d’azione. Questo fenomeno implica il ricorso ad applicazioni più frequenti, in alcuni casi anche su base giornaliera.

Antiparassitari naturali per cani: funzionano davvero?

Efficacia variabile

L’efficacia è molto variabile e dipende da fattori come la concentrazione del principio attivo, il metodo di estrazione, la specie di parassita da combattere e anche dalla sensibilità individuale dell’animale.

Copertura parziale

Infine, c’è da considerare che questi prodotti non garantiscono una copertura al 100% e, soprattutto, non sono in grado di eliminare un’infestazione già in atto.

Gli antiparassitari chimici di sintesi

Gli antiparassitari chimici di sintesi sono oggi la soluzione più diffusa e consolidata per la protezione degli animali domestici. La loro efficacia si fonda su decenni di ricerca farmacologica volta a sviluppare molecole capaci di colpire in modo selettivo e letale il sistema nervoso o il ciclo vitale dei parassiti.

Qual è il loro meccanismo d’azione?

Esistono diverse formulazioni di antiparassitari chimici, ciascuna con un meccanismo d’azione specifico. Le tre tipologie più comuni sono:

  • pipette spot-on:  prodotti che si applicano direttamente sulla cute dell’animale, tra le scapole, i cui principi attivi (come il Fipronil) si distribuiscono attraverso il film lipidico della pelle su tutta la superficie corporea. Una parte della molecola viene anche assorbita a livello sistemico, legandosi alle proteine plasmatiche e rendendo di fatto il sangue tossico per il parassita. Di conseguenza, il parassita (pulce o zecca) viene ucciso solo dopo aver punto l’animale e aver ingerito il sangue contenente il principio attivo;
  • collari a lento rilascio:  i collari antiparassitari contengono principi attivi, come i piretroidi (es. Deltametrina), che vengono rilasciati in modo graduale e continuativo. Queste molecole agiscono per contatto, quando il parassita sale sull’animale, entra in contatto con la sostanza, che ne disorienta il sistema sensoriale, impedendogli di nutrirsi e portandolo alla morte prima che possa agire;
  • compresse masticabili: questa formulazione prevede la somministrazione orale di un principio attivo, come il Fluralaner. Una volta ingerita, la molecola viene rapidamente assorbita e si distribuisce in tutto l’organismo, concentrandosi nel tessuto adiposo e nel plasma. Agisce proteggendo dall’interno, ovvero uccidendo i parassiti che si nutrono del sangue dell’animale.

Quali sono i pro e contro degli antiparassitari chimici?

I pro vanno a favore di questi aspetti:

  • un’alta efficacia nell’uccidere rapidamente i parassiti;
  • lunga durata: la protezione si estende per settimane o addirittura mesi con una singola applicazione;
  • facilità d’uso: l’applicazione è rapida e poco frequente.

I contro:

  • rischi di tossicità:  potenziali reazioni avverse (cutanee, gastroenteriche, neurologiche);
  • precauzioni nella manipolazione:  necessità di cautela, soprattutto in presenza di bambini, nelle ore successive al trattamento;
  • restrizioni d’uso: non sempre adatti per cuccioli, animali anziani, in gravidanza o con patologie, se non sotto stretto controllo veterinario;
  • impatto ambientale: rilascio di residui chimici potenzialmente tossici nell’ambiente.

I rischi degli antiparassitari

Da considerare sono anche tutti quei rischi legati agli antiparassitari:

  • tossicità specie-specifica: uno dei pericoli più gravi è l’applicazione di prodotti destinati al cane sul gatto. I piretroidi, comunemente usati nei prodotti per cani, sono tossici per i felini, che non possiedono gli enzimi necessari per metabolizzarli. Gli effetti possono essere gravi sintomi neurologici con esiti letali. Non applicare mai un prodotto per cani su un gatto;
  • sovradosaggio e ingestione: un dosaggio eccessivo o l’ingestione accidentale del prodotto (ad esempio, tramite leccamento da parte di un altro animale convivente) possono causare intossicazioni;
  • impatto ambientale: le molecole insetticide, attraverso il pelo, il contatto con le superfici e lo smaltimento,  si disperdono nell’ambiente, contaminando suolo e acque.

È proprio sulla base di tutti i rischi annessi, che si è mossa la ricerca di alternative più sostenibili come gli antiparassitari naturali.

I rimedi naturali non possono sostituire del tutto i prodotti chimici, soprattutto in aree geografiche ad alto rischio di infestazione e di trasmissione di malattie.

Integrare antiparassitari chimici e naturali

La soluzione potrebbe prevedere una integrazione di antiparassitari chimici e naturali. L’antiparassitario chimico di sintesi da usare come base protettiva principale e affidabile, scelto in base alle indicazioni del veterinario. A fianco, i prodotti naturali per usi più specifici, per incrementare l’effetto protettivo e ridurre il carico chimico complessivo.